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Il conformismo, quella dannata influenza di fronte all'ambiguità

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 Cos'è il conformismo? E' il cambiamento di comportamento dovuto all'influenza che gli altri esercitano su di noi, un'influenza che può essere, ovviamente, reale o immaginata.

Porto subito un esempio attuale, quello dei suicidi fra i giovanissimi che aumentano (letti in quest'articolo da un punto di vista sociale e non clinico): questi giovani in alcuni casi seguono il conformismo anche quando si tratta di prendere una decisione decisiva come quella di togliersi la vita. Questo è da considerare un caso limite, la forma più estrema di conformismo a cui tutti certamente non arrivano. Il punto è che molti di essi, esposti alle medesime pressioni a cui sono stati esposti questi individui, potrebbero mettere in atto gli stessi comportamenti. Anche i media ne sono "responsabili", poiché se in genere ne parlassero di meno, si potrebbe ridurre l'effetto emulazione.

Perché ci conformiamo?

Ci conformiamo di fronte all'ambiguità, cioè quando siamo incerti su quale sia il comportamento più adeguato da mettere in atto. Più siamo insicuri sulla risposta da dare, più siamo sensibili alle influenze esterne. A livello collettivo, ad esempio, di fronte a situazioni disperate o di piena sfiducia, può su buona parte della massa essere applicato il cosiddetto "lavaggio del cervello", caso estremo di manipolazione e di influenza sociale informazionale.

Ci conformiamo quando ci troviamo in una situazione di crisi. Trovarsi in una situazione di crisi significa confrontarsi con una situazione potenzialmente pericolosa e allo stesso tempo ambigua. In una condizione del genere non c'è il tempo per pensare alla soluzione migliore, l'imperativo è agire subito e, nel fare questo, spesso si osserva ciò che gli altri fanno, seguendoli nella reazione.

 Il problema principale è che anch'essi sono insicuri o spaventati e la loro reazione non è razionale e ponderata ma istintiva e dettata dall'ansia.

E' durante la crisi che si assiste a drammatiche forme di influenza sociale; le persone prive dei mezzi necessari per rispondere alla pericolosa situazione in cui si trovano, caricano di aspettative positive le parole e il comportamento degli altri, che assumono valore potenziale di sopravvivenza, senza avere idea di ciò che sta realmente succedendo.

Questo effetto, per cui emozioni e comportamenti possano diffondersi fra i tanti, senza controllo apparente, viene chiamato contagio.

Ci conformiamo quando gli altri sono ai nostri occhi degli esperti: in una situazione ritenuta ambigua, incerta, critica o pericolosa, se una persona si mostra esperta e dominante, è molto probabile che venga riconosciuta da molti come guida, e per cui seguita.

Inutile dire che non sempre le figure che si sono mostrate o si mostrano come valide ed esperte sono fonti di "salvezza" affidabili, ed in questo la storia, anche attuale, porta tantissimi esempi.

Denebola Ammatuna, Psicologa-Psicoterapeuta

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