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Il "Grande Fratello" del turista

overbooking

Con il secondo e il terzo comma del nuovo articolo 13 quater del D.L. n. 34/2019 è stato previsto che il ministero dell'Interno debba fornire all'Agenzia delle Entrate i dati risultanti dalle comunicazioni di cui all'articolo 109, comma 3, del T.u.l.p.s.. In sostanza trattasi dei dati individuati dal D.M. dell'Interno del 7 gennaio 2013 che ciascun gestore di una struttura ricettiva e ciascun locatore o sublocatore di immobili concessi in godimento con contratti di durata inferiore a trenta giorni, cosiddette "locazioni brevi" devono inviare alla questura competente per territorio mediante il portale denominato "AlloggiatiWeb".

Praticamente, gestori di strutture ricettive, albergatori e anche semplici locatori di "affitti brevi" saranno inseriti in una mega banca dati del settore ricettivo/alberghiero principalmente per dirottarli verso l'Agenzia delle EntrateQuest'ultima renderà poi disponibili detti dati ai Comuni che hanno istituito l'imposta di soggiorno o il contributo di soggiorno al fine di allinearne le risultanze e recuperare (almeno nelle intenzioni) l'eventuale evasione. I dati stessi, inoltre, verranno utilizzati dall'Agenzia delle Entrate, unitamente ai dati trasmessi dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare ai sensi dell'articolo 4, commi 4 e 5, del D.L. 50/2017, ai fini dell'analisi del rischio relativamente alla correttezza degli adempimenti fiscali.

Inoltre, con il quarto e quinto comma sempre del novellato articolo 13 quater del D.L. n. 34/2019, è stata prevista l'istituzione presso il ministero delle Politiche Agricole, di una "banca dati" sia delle strutture ricettive, sia degli immobili destinati alle locazioni brevi ai sensi dell'articolo 4 del D.L. n. 50/2017, presenti nel territorio nazionale. Lo so che vi starete domandando perché proprio il ministero delle Politiche Agricole, ...... desistete pure non troverete risposta logica, ma tant'è.

La banca dati dunque, il cui fine ultimo è quello di contrastare forme irregolari di ospitalità anche ai fini fiscali, dovrà quindi contenere sia le informazioni relative a tutte le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere – e quindi alberghi, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, affittacamere, foresterie, ostelli, rifugi alpini, campeggi e altre tipologie previste dalle singole regionali che disciplinano la materia --, sia le informazioni relative ai soli immobili destinati alle locazioni brevi ai sensi dell'articolo 4 del D.L. n. 50/2017. Poiché questi immobili destinati alle locazioni brevi sono solo quelli oggetto di contratti stipulati da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, dalla banca dati resteranno esclusi tutti gli alloggi oggetto di contratti di locazione stipulati da persone giuridiche e tutti gli alloggi oggetto di contratti di locazione stipulati da persone fisiche nell'esercizio dell'attività di impresa.

Nella banca dati quindi ogni struttura ricettiva e ogni immobile destinato alla locazione breve ai sensi dell'articolo 4 del Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50, verrà identificato mediante un codice alfanumerico "codice identificativo" che dovrà essere utilizzato in ogni comunicazione inerente all'offerta e alla promozione dei servizi all'utenza. Attenzione però: quest'ultimo obbligo riguarda però solo i soggetti titolari di vere e proprie strutture ricettive, chi esercita attività di intermediazione immobiliare e i gestori di portali telematici, che quindi saranno tenuti a pubblicare il codice identificativo nelle comunicazioni inerenti all'offerta e alla promozione. L'obbligo non riguarda invece, i locatori di immobili concessi in godimento con contratti di durata inferiore a trenta giorni, che non sono compresi nell'elenco dei soggetti obbligati alla pubblicazione del codice.

Si dovrà attendere comunque, per l'effettiva operatività della norma, un Dm delle Politiche agricole da adottare entro il 30 luglio 2019 contenente:

1) le norme per la realizzazione e la gestione della banca dati, compresi i dispositivi per la sicurezza e la riservatezza dei dati;

2) le modalità di accesso alle informazioni della banca dati;

3) le modalità con cui le informazioni contenute nella banca dati sono messe a disposizione degli utenti e delle autorità̀ preposte ai controlli e quelle per la conseguente pubblicazione nel sito internet istituzionale delle Politiche agricole;

4) i criteri che determinano la composizione del codice identificativo.

Non mi resta che augurarvi buon soggiorno in compagnia del Grande Fratello.

Meditate contribuenti, meditate. 

 

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