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Il saldo e stralcio applica il Manifesto ma CF si oppone.Vuole sfoltire gli Albi?Fate subito domanda,ecco come.

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Il saldo e stralcio e lo sfoltimento degli Albi

Dal comunicato stampa della AE del 07.01.2019 si legge che la Legge n. 145/2018 ha introdotto, per le persone fisiche, il cosiddetto "Saldo e stralcio", ossia una riduzione in misura proporzionale al reddito (ISEE) delle somme dovute per alcune tipologie di debiti, riferiti a carichi affidati all'Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, tra cui i contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell'INPS, "con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento". 

Dunque, la AE ha escluso sin da subito i contributi richiesti a seguito di accertamento, ben prima della mozione di CF: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/.files/it/cs-saldo-e-stralcio.pdf

Pertanto, chi intende regolarizzare la propria posizione debitoria aderendo al "Saldo e stralcio" può farlo entro il 30 aprile 2019, compilando il Modello SA-ST reperibile sul sito della AE: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/.files/it/ITA_MODELLO-SA-ST-MODELLO-ADESIONE-SALDO-E-STRALCIO_12022019.pdf

Nella domanda dovrà indicare se effettuare il pagamento in un'unica soluzione, entro il 30 novembre 2019, oppure in 5 rate (interesse applicato 2%):

-35% con scadenza il 30 novembre 2019;

-20% con scadenza il 31 marzo 2020;

-15% con scadenza il 31 luglio 2020;

-15% con scadenza il 31 marzo 2021;

-il restante 15% con scadenza il 31 luglio 2021.

La misura interessa esclusivamente i contribuenti persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica e possono aderirvi anche i contribuenti che abbiano già aderito alla "rottamazione-bis" D.L. n. 148/2017 e che ne siano decaduti per non aver versato tutte le rate, purché sussistano i seguenti requisiti volti ad attestare la situazione di grave e comprovata difficoltà economica:

-ISEE fino a 8.500 euro (pagheranno il 16% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo);

-ISEE da 8.500,01 a 12.500 euro (pagheranno il 20% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo);

-ISEE da 12.500,01 a 20.000 euro (pagheranno il 35% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo).

Ora ragioniamo. Nei confronti di soggetti con ISEE non superiore a 20 mila euro che speranze ha Cassa di recuperare più di quanto la legge stia prevedendo!? Nessuna! E, quindi, perché l'Ente si oppone all'unica misura in grado di aumentare (e non di poco) la liquidità dell'Ente? 

Un primo motivo di opposizione da parte di CF riguarderebbe il trattamento discriminatorio rispetto ai contribuenti in regola, ma basterà prevedere che solo i contributi effettivamente versati siano validi ai fini pensionistici (metodo di calcolo contributivo della pensione). 

Un alltro motivo risiederebbe negli effetti che la misura potrebbe avere sulla sostenibilità dell'Ente, ma francamente mi preoccuperei piuttosto dei crediti NPL posti in avanzo, del calcolo retributivo della pensione, dei limiti al contributo di solidarietà indicati dalla Cassazione, del debito latente di 38 miliardi, del funding ratio al 33%, del gap di 1 a 4 tra contributi versati e pensioni percepite, dell' assenza di un regolamento investimenti che consenta alla COVIP di vigilare sulle operazioni finanziarie dell'ente… Insomma questi sono i veri problemi per la sostenibilità delle Ente e non certo il saldo e stralcio, che semplicemente consente ai debitori in difficoltà di pagare quanto siano effettivamente in grado di pagare. Meglio di niente.. 

Dunque perché Cassa si oppone? Se escludo una scarsa lungimiranza non mi resta che collegare questa posizione di CF alle dichiarazioni del Presidente Luciano rese al Congresso giuridico di Venezia : "il regolamento contributi serve a fare una certa pulizia degli Albi!"

Infatti, impedire a soggetti con ISEE non superiore ai 20mila euro (e potrebbero corrispondere, più o meno, ai 140mila Avvocati con redditi inferiori ai 20mila euro), significa volerli espellere dal sistema previdenziale di CF: chi non sarà in grado di regolarizzarsi, perché impossibilitato a pagare contributi superiori alla propria capacità reddituale, dovrà cancellarsi, o comunque rischierà le sanzioni disciplinari per irregolarità contributiva, ex art. 16 del Cod. Deontologico.

Invito dunque i Colleghi in possesso dei requisiti a presentare domanda di saldo e stralcio alla AE, per estinguere i propri debiti in forma agevolata. La AE comunicherà entro il 31 ottobre 2019 l'accoglimento o meno della domanda ed in caso negativo (cioè in caso di debiti non rientranti nella casistica indicata, ovvero in caso di ISEE superiore ai 20 mila euro), si potrà comunque aderire alla definizione agevolata 2018, per i carichi affidati all'Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (c.d. "rottamazione-ter" ex l. 136/2018, più vantaggiosa ai fini pensionistici).

In un articolo del Sole24ore del 20 febbraio si legge che l'ADER invierà alle Casse di previdenza interessate dal saldo e stralcio dei contributi (cioè a quelle che avevano affidato all'ex Equitalia l'onere di riscossione, come Cassa), i nominativi dei professionisti che faranno domanda di saldo e stralcio delle cartelle, cioè saranno le Casse a verificare la sussistenza dei requisiti e la possibilità di accesso alla misura. E in caso di rigetto? Prevedo una nuova stagione di ricorsi, a meno che CF non vorrà fare un passo indietro ed accogliere la misura, come già fece con la rottamazione, inizialmente negata per le stesse ragioni di sostenibilità e di autonomia dell'Ente avanzate oggi con la mozione del 19.01.2019.

Il saldo e stralcio e i principi del Manifesto

Leggendo i requisiti richiesti dalla l. 145/2019 e la misura dei pagamenti, ritrovo i principi del Manifesto di Riforma di Cassa Forense che avevo elaborato in occasione della delegazione dal Presidente guidata dall' Avv. Goffredo D'Antona e poi diffuso in numerosi Convegni presso i Tribunali di Bari, Catania, Roma, Napoli e Milano, col sostegno ed il contributo dell' Avv. Paolo Rosa e di vari gruppi e associazioni, tra cui Nad e Avvocati Ora: proporzionalità della contribuzione, progressività delle aliquote, rinegoziazione del debito mediante piani di rientro individuali, cancellazione degli NPL, certezza dell'avanzo, sistema inclusivo e criterio ISEE.

Il Manifesto aveva lo scopo di individuare delle soluzioni "inclusive" per i Colleghi in difficoltà, partendo dai numeri: se nel bilancio di CF risulta 1 miliardo di euro in avanzo di esercizio a titolo di crediti verso gli iscritti e se i redditi di 140mila iscritti non superano i 20mila euro all'anno e se a questi redditi si impone un contributo fisso di 4mila euro è evidente, è logico, che siamo di fronte ad un elevato rischio di "sovraindebitamento", per cui quei crediti si potrebbero rivelare per gran parte degli NPL.

Per questo il Manifesto proponeva, come la legge adesso, di evitare il recupero giudiziale del credito e di negoziare piani di rientro individuali del debito, cancellando i crediti irrecuperabili (anche le banche procedono ai write off) e considerando l' effettiva capacità contributiva dell'iscritto in misura proporzionale al reddito/ISEE. Il legislatore sa bene che lo strumento processuale è un costo per lo Stato ed anche lo sfoltimento degli Albi, perché migliaia di professionisti ricadrebbero sul welfare statale. Il saldo e stralcio si rivela dunque una misura di interesse pubblico e non un affare privato di un ente privato. 

Anche sotto questo profilo la mia ricerca giuridica individuava nell'  iscrizione obbligatoria a CF, in via esclusiva, ex legge 247/2012, un aiuto di Stato di natura finanziaria, quel "finanziamento pubblico indiretto" che, per espressa previsione del decreto sulle privatizzazioni n 509/94 (art. 1 co 3), non consente all'ente privatizzato di mantenere la personalità giuridica di diritto privato. CF sarebbe dunque quell' "organo o istituto" a cui lo Stato ha affidato il compito di tutelare i lavoratori in caso di malattia, infortunio, invalidità e vecchiaia (art. 38 co. 1 e 2 Cost e art. 2 dello statuto di CF). 

La ricerca spiega, altresì, come sia stato possibile che Cassa Forense abbia potuto avvalersi del riscossore Equitalia riservato agli enti pubblici; ed è proprio in tale affidamento che risiede la ragione per cui oggi l'Ente è destinatario della legge sul saldo e stralcio.

Il saldo e stralcio e gli Ordini

Qualche Consigliere ritiene che, nei rapporti tra iscritti e CF, gli Ordini non abbiano alcun potere di intervento, eppure secondo l'art. 25 della LP gli Ordini hanno la rappresentanza istituzionale dell'Avvocatura e devono promuovere i rapporti con le istituzioni (come CF). E secondo l' art. 24 della LP gli Ordini sono "istituiti per garantire il rispetto dei principi previsti dalla presente legge.." e tra i principi vi è anche quello di "valorizzare il merito", prevedere criteri di permanenza "con esclusione di ogni riferimento al reddito professionale" e adottare misure di "esenzione o diminuzione dei contributi per soggetti in particolari condizioni" (artt. 1 co. 2 lett d) e 21 co. 1 e 9 ).

Ma gli Ordini devono tutelare gli iscritti a rischio di cancellazioni e sospensioni e promuovere l'adesione al saldo e stralcio, anche per evitare che gli Avvocati vengano trascinati in Tribunale, che l'Avvocatura venga trascinata davanti alla Magistratura! E' indubbio che nelle azioni esecutive promosse da CF l'Avvocatura abbia subito un ingente danno di immagine, ​​una grave lesione del decoro e della dignità della professione ed una perdita del prestigio e della credibilità nei confronti della Magistratura. 

E mi auguro che stavolta gli Ordini vorranno intervenire. 

 

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