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Ero seduto in giardino, e quest'uomo è arrivato con la pistola, legittima difesa fu (da "Avvocà, per ora grazie")

caravita

Era seduto nel giardino di casa, all'imbrunire. Infilata nella cintura, così, senza fondina, teneva la pistola, una micidiale Glock regolarmente detenuta.

Aveva ricevuto una telefonata nel pomeriggio. Una richiesta da parte di un galantuomo, al quale non poteva dire no. Al quale NON VOLEVA dire no.
Calò il buio. Dei monelli durante la giornata avevano tirato con le fionde sui lampioni, e la via risultava per questo buia.
Arrivarono due persone, che si fermarono a parlare proprio davanti al cancello di casa, accostato ma non chiuso. Di là potevano vedere tutto.

Alle 21,30 arrivò lentamente una macchina. Scesero due persone, andarono al baule posteriore, lo aprirono, e ne tirarono fuori una persona incappucciata, camicia bianca, pantaloni neri, rattrappita da un lungo viaggio.
Lo misero in piedi, lo sistemarono, gli diedero una drizzata.
"Che succede ora?"
"Stai zitto" Disse uno dei due. Non era un ordine, era una richiesta. Non c'era più bisogno di ordini.

Il primo, quello che guidava, tirò fuori una pistola, la controllò, la puntò verso l'interno del giardino e sparò due colpi, che si piantarono nel tronco dell'albero vicino alla poltrona in vimini dove era seduto il padrone di casa.

Il padrone di casa non si mosse, e non disse una parola. Tirò fuori la pistola e scarrellò, mettendo il colpo in canna.

"che succede ora?" ripetè con la voce rotta dal pianto l'uomo incappucciato, mentre lo spingevano all'interno del giardino.
L'autista gli levò il cappuccio. Aveva gli occhi azzurri, con le pupille dilatate dalla paura, e le narici allargate per prendere quanta più aria possibile.
"Che succede?" disse ormai in lacrime, e poi cominciò a dire l'Ave Maria.
L'altro uomo, non l'autista, gli mise la pistola in mano, e lo costrinse a sparare un terzo colpo, che si perse dietro l'albero.
L'uomo dagli occhi azzurri cominciò il Padre nostro.

 Il padrone di casa alzò la pistola, e con calma, con pacatezza, disse: 

" Fermati, che stai facendo? Non vedi che sei dentro la mia proprietà privata? Abbassa la pistola, vedi che sono armato" e poi, con un sorriso di scherno e con la voce più alta disse "Ah cornuto, mi spari....che credevi che siccome era tutto buio non c'era nessuno? Volevi rubare in casa mia?"
Tese in avanti la mano armata, e da pochi metri sparò cinque colpi dei dodici del caricatore.

L'uomo crollò, colpito in pieno petto. La macchina dalla quale era stato scaricato scivolò via lentamente.
Uno dei due uomini fermi fuori fuori del cancello, che aveva assistito a tutta la scena, chiamò i Carabinieri.

"Maresciallo, ero seduto in giardino, e quest'uomo è arrivato con la pistola in mano. Era tutto buio, perchè i lampioni sono rotti e io non accesi le luci di casa per godermi il fresco senza il fastidio delle zanzare. La mia pistola? Regolarmente denunciata, la sera la tengo sempre alla cintola perchè siamo fuori mano qui, e se ne sentono di cotte e di crude. Quando quello (e indicò il cadavere) si è accorto di me, io l'ho addirittura avvertito che ero armato. Lui niente, ha cominciato a sparare...tre colpi, due sono finiti a trenta centimetri da me, su quell'albero vicino alla mia sedia, l'altro non lo so. Allora io ho sparato..."
"Vero, tutto vero" disse uno dei due signori che si erano fermati a chiacchierare proprio là davanti...

Niente processo. Legittima difesa fu....

 

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