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Piccoli passi verso la parità

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 In un unico grande abbraccio virtuale si sono  unite le donne d'Italia per chiedere "voce" e "rispetto" e per ristabilire l'equilibrio nei luoghi decisionali. Anche in tempi di pandemia è necessario manifestare, seppure nelle piazze virtuali, per destare il mondo delle politica ed indurlo ad assumere decisioni democratiche nel segno della parità di genere. Motivo per cui, in queste settimana è stata condotta una battaglia civile e culturale culminata nel flash mob di inizio maggio promosso dal movimento #dateci voce e sostenuto da una mozione firmata da 16 parlamentari. Un gesto importante che ha portato il governo nazionale sulla retta via. E’ solo un piccolo passo in avanti ma, per certi versi, testimonia la presenza di una classe politica attenta alle richieste che provengono dal mondo associazionistico femminile. Lo dimostra, la recente scelta fatta dal Governo Nazionale, e annunciata dal premier Giuseppe Conte, di aver implementato la task force anticovid guidata da Vittorio Colao con la presenza di altre donne che si affiancano alle quattro già presenti nel team di esperti.

Si tratta di donne di valore e merito scientifico e sono state chiamate a far parte dei comitati di lavoro anticovid. L'associazione Toponomastica femminile con Pina Arena parla di "passi verso la parità. Conte ascolta il movimento #dateci voce. Le conquiste di parità - aggiunge - fanno vivere meglio tutte e tutti, ci aiutano nell'emergenza e sempre". Soddisfatto anche il movimento spontaneo #dateci voce che pur parlando di "gesto doveroso" e di "mobilitazione in massa delle donne" non finisce di ribadire che il compito del movimento non si esaurisce con la nomina di cinque illustri donne ma andrà avanti finchè non venga riaffermato il dovere del rispetto costituzione della rappresentanza di genere. Anche l'associazione "Il Filo di Seta" con Rosa Perupato ha avuto modo di ricordare la forte necessità di camminare insieme per la ricostruzione del paese Italia. È impensabile ad un domani di disparità. Forse per questo motivo il governo nazionale ha deciso di mettere una "pezza" alla scelta fatta inizialmente di escludere le donne dalle task force impegnate nella lotta contro il Covid-19. 

Enrica Amaturo, Marina Calloni, Linda Laura Sabatini, Donatella Cianci e Maurizia Iachino fanno parte della task force di Vittorio Colao. Nel comitato scientifico, invece, vanno Kyriakoula Petropulocos, Giovannella Baggio, Nausica Orlandi, Elisabetta Dejana, Rosa Marina Melillo, Flavia Petrini. Sono donne di grande cultura e occupano posti di prestigio e di grande responsabilità nella vita di tutti i giorni. Da questo momento in poi avranno un altro grande compito, sarà quello di coordinarsi con il restante staff, composto da uomini, per salvare il mondo.  

In questi mesi di pandemia, dunque, è stata condotta una battaglia di civiltà e non di genere. Molte donne sono sopravvissute alle ripetute violenze fisiche e psicologiche subite tra le mura domestiche altre, invece, sono state uccise dai loro carnefici. Altre ancora hanno cercato di far sentire la loro voce in un contesto poco attento alle donne e alle richieste provenienti dal mondo associazionistico al fine di dare alle stesse il ruolo che spetta ad ogni essere umano. In quest'ultima settimana qualcosa inizia a muoversi e la nomina di queste donne sono i primi passi verso il cambiamento.  

 

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