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Sea Watch, pm in Cassazione: "Gip sbagliò, giusto arresto Capitana". Leggi qui il ricorso.

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Sulla "Capitana" si esprimerà, prossimamente, la Suprema Corte di Cassazione. Così come preannunciato all'indomani del deposito dell'ordinanza con cui il Gip del Tribunale di Agrigento non ha convalidato l'arresto della comandante della Sea Watch - ordinanza diffusa dal nostro giornale in tempo reale - la procura della Repubblica della città siciliana ha depositato presso la cancelleria del giudice Vella ricorso in cassazione, già trasmesso alla Suprema Corte, che siamo in grado di allegare in copia. 

Il ricorso, che consta di 17 pagine, è la confutazione, punto per punto, delle motivazioni che avevano portato il gip Alessandra Vella, alle conclusioni alla richiamata ordinanza, che, come si ricorderà certamente, aveva suscitato un vespaio di polemiche e diviso la stessa dottrina  nel merito della vicenda. 

Per la Procura di Agrigento, la conclusione del gip è "contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata". Secondo il Procuratore Luigi Patronaggio, il gip "avrebbe dovuto verificare se rispetto alla condotta contestata, il dovere di soccorso invocato potesse avere efficacia scriminante". Il riferimento, alla condotta di Carola Rackete, arrestata il 29 giugno per non avere ottemperato all'ordine della Guardia di Finanza di non entrare nel porto di Lampedusa.

Il gip, scrive ancora Patronaggio  nel ricorso alla Suprema Corte "si è limitato ad affermare tout court che legittimamente Carola Rackete avesse agito poiché spinta dal dovere di soccorrere i migranti. L'impostazione offerta dal gip sembra banalizzare gli interessi giuridici coinvolti nella vicenda e non appare condivisibile la valutazione semplicistica offerta dal giudicante". Per la Procura la scarcerazione "è errata in ragione della tipologia di controllo che egli è chiamato ad effettuare in sede di valutazione di legittimità dell'arresto in flagranza operato dalla Polizia giudiziaria".

"Nel caso di resistenza operata da Carola Rackete, si dubita che l'adempimento el dovere di soccorso dei migranti possa giungere a scriminare anche la condotta del 29 giugno scorso". E sebbene non si può che essere "consapevoli della complessità delle questioni sollevate", rimane che "l'ordinanza di non convalida dell'arresto del gip è risultata essere viziata per violazione di legge, mancanza e contraddittorietà della motivazione, in quanto, dopo avere operato complesse valutazioni in diritto, non ha provveduto correttamente a valutare gli elementi di fatto e di diritto relativi alla configurabilità della causa di giustificazione, né ha motivato adeguatamente le ragioni per le quali ha ritenuto di applicarla nel caso di specie".

 

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